Segno femminile, di Terra, Fisso (21 aprile – 20 maggio)
Non si può parlare del segno del Toro senza fare riferimento all’animale a cui si riferisce. Se osserviamo il ‘pio’ bove come lo definì iI Carducci, notiamo la sua forza e la sua lentezza. Il poeta addirittura per definirlo usa gli aggettivi mite, dolce, austero, lento. E così appare il nativo del Toro: forte e lento, ma la sua è una lentezza costruttiva, quella dell’antica massima latina ‘festina lente’ cioè affrettati lentamente.
La velocità mentale, infatti, non è una sua prerogativa, ma non esiste un’utilità pratica che si possa ricavare da questo tipo di velocità. Il Toro non è certo un campione nell’afferrare velocemente i concetti, ma una volta che li ha fatti suoi, li conserva bene e ha la capacità di ricordare tutto meglio di chiunque altro. L’abitudine a memorizzare fa sì che il nativo del Toro conservi i segni delle impressioni ricevute, che possono riaffiorare, riportando il passato nel presente. Spesso viene definito un ‘ruminante psichico’ infatti le tracce conservate nella sua mente gli danno solidità, fissità, costanza e ostinazione. Psicologicamente potrebbe essere accostato alla fase orale di Freud durante la quale il bambino trova fonte di piacere e nutrimento nell’attività della suzione e dell’introiezione, ovvero dell’ impossessarsi dell’oggetto attraverso l’introduzione orale. Tende ad assimilare, ingoiare, possedere, conservare e godere la vita nel massimo del piacere. Molto sensuale, è solitamente amante del gusto, un gaudente, un po’ incline alla pinguedine.
E’ governato da Venere, dea della bellezza e dell’amore, quasi tutti i nati sotto il segno del Toro,infatti, sono molto belli, sicuramente affascinanti.
Secondo il mito questo segno è rappresentato da Dionisio – Bacco, dio del vino, dei geni della terra e della fecondità, che spesso veniva raffigurato con la testa di un toro, ornato con foglie di vite, di edera e di fico, circondato dai ‘baccanti’ che sovente si ubriacavano durante le feste in suo onore, proprio nel mese di maggio.
Essendo un segno Fisso, di Terra, avrà le caratteristiche della stagione in cui cade, dunque potenza, stabilità e fermezza. Simbolizza, infatti, la materializzazione delle forze creatrici dell’inizio della primavera. In questa fase le vegetazioni sono più rigogliose e i prati più verdi. E lui è sicuramente esuberante e forte. (‘…solenne come un monumento guardi i campi liberi e fecondi…’ (T’amo pio bove /G. Carducci)
In analogia con l’immagine del bue, dunque, il suo ritmo è lento, certamente più stabile rispetto al focoso segno precedente. Osservando bene questo pacifico animale, si notano le forme pingui e il collo taurino. Da qui, le parti anatomiche che gli corrispondono sono, oltre al collo, la gola, la bocca e gli organi del gusto.
Chi è nato in questo periodo dell’anno di solito è fedele, costante, materialista, ma anche geloso e possessivo, perseverante e caparbio. Come il ruminante, ha una grande forza statica, è dotato di pazienza, fedeltà, attaccamento e sopportazione. Può essere stabile e pacato, ma, se stuzzicato, può diventare collerico, esagerato, iper-emotivo e attivo. A volte troviamo tipi Toro che sono molto parsimoniosi e tendono ad accumulare le ricchezze, altri, invece, si impegnano nella via dei piaceri e delle passioni amorose, sprecando, inoltre, energie e ricchezze.
Quasi tutti i nati in questo periodo sono dotati di un grande senso artistico: teatro, cinema e arti decorative fanno per loro, ma hanno anche una passione per le cose belle, da possedere ad ogni costo. Il loro motto è ‘Lo voglio!’ E’ tipica del Toro, infatti, la volontà di acquisire tutto ciò che è necessario al suo benessere.
Grande è il loro bisogno di sicurezza, per questo apprezzano poco le novità, preferendo sempre ciò che è familiare e diffidando di quello che è inspiegabile razionalmente.
Esistono due tipi Toro che possono anche coesistere, uno con una dominante lunare o saturnina che sarà più simile alla mucca o al bue che pascolano placidamente sui prati, quindi lento, placido, tranquillo, passivo, emotivo; l’altro con una dominante calda (Marte o Giove o Sole), sarà come il toro nell’arena: temperamento sanguigno, iper emotivo e attivo, eccitabile, esagerato.
Se mi si chiedesse quale gemma consigliare ad un Toro, direi sicuramente un quarzo rosa, pietra di Venere e dell’amore, qualità che, assieme alla soddisfazione e al desiderio, regna sopra ogni cosa nei suoi pensieri.
